E per la storia: IL RIASSUNTO degli altri

 http://www.fibs.it/it/news/federazione/41195-alberto-antolini-

Alberto Antolini: “Follia e Aggregazione per la visione della mia FIBS”

 

Il primo dei candidati alla presidenza a prendere la parola è Alberto Antolini, che si presenta come un direttore dʼorchestra, il quale deve, per la natura del suo ruolo, voltare le spalle al grande pubblico, così come il dirigente sportivo è chiamato a operare mettendosi al servizio della Società.

“Vivo nel mondo crudele del business, dove vige la regola del sopravvivere, del volere vincere a tutti i costi, del creare profitti. In questo mondo il confronto con la giornata passata non è mai facile” racconta, ricordando la sua professione di manager dellʼazienda di famiglia “quando mi immergo nel mondo dello sport, non voglio portare con me questo ‘vissutoʼ. Nel baseball ho deciso di usare parametri completamente diversi, perché i valori dello sport sono davvero diversi.”

Ma Antolini non intende negare la sua esperienza aziendale, anzi da questa intende trasferire sia un metodo, che è la focalizzazione sugli obiettivi, attorno ai quali tutti i progetti devono ruotare, univoci e condivisi, sia una visione dirigenziale, che non può essere quella dei dettagli, ma del futuro a lungo termine, della sintesi dei sogni di tutti coloro che appartengono al movimento, veicolandoli in programmi.

La chiave, per Antolini, è la follia delle idee: “Lʼuomo ha inventato la leva e la ruota. Da lì in poi le invenzioni sono state tutte idee folli. Occorre reinventare i concetti di movimento, aggregazione, entusiasmo. Non potremo essere diversi se non ci modifichiamo. Chiunque vinca oggi, deve cambiare. E deve farlo puntando sulla follia e sullʼaggregazione.”

Proprio sulle emozioni e sulla loro condivisione il candidato ha puntato attraverso la proposta di alcuni spezzoni tratti da importanti pellicole, sintetizzate dalla storia, raccontata al cinema, di Jim Morris, il lanciatore arrivato in Major League a 40 anni, interpretato sul grande schermo da Dennis Quaid, sintesi dellʼimpegno, del sacrificio, del non mollare, delle emozioni che sfociano in ‘folliaʼ.

“Scrivere un programma è facilissimo, molto più difficile è ottenere il risultato” sottolinea Antolini “programma è la cosa più astratta che possa esistere. La visione di chi è chiamato a dirigere, deve essere allʼinfinito. Il movimento ha già tutte le professionalità che servono. Il leader deve pensare in termini di futuro, di risorse, di cambiamento.” 

I punti chiave del programma de La Cremona sono, per i campionati seniores, la ricerca della sostenibilità attraverso la conoscenza dei dati, strumenti indispensabili per capire quanto occorre in termini di risorse per gestire una Società e lʼadeguamento dellʼattività alla conformazione del territorio italiano: “Le risorse devono essere impiegate per giocare, non per viaggiare”. 

Per lʼattività giovanile i concetti più importanti sono la flessibilità territoriale per lʼattività, lʼutilizzo di concentramenti, ispirati ai Giochi della Gioventù, così come dovranno esserlo i nuovi Campionati Scolastici, la creazione di un circuito che sotto un solo ‘marchioʼ metta insieme le esperienze virtuose dei camp e dei tornei estivi e di Team Federali per le scuole.

Le Accademie Territoriali possono essere il momento di massima aggregazione, dove non sono riuscite le franchigie, gestite come start-up misurabili nei risultati e di cui lʼAccademia Nazionale può essere il Master.

La valorizzazione del progetto paralimpico che deriva dal Baseball X Ciechi, creatura tutta italiana di Alfredo Meli, i cui atleti possono diventare veri ambasciatori nella società civile. La polifunzionalità degli impianti come punto di forza non solo di crescita, ma anche nellʼapproccio alle Amministrazioni Locali. 

da Salsomaggiore, Marco Landi

 

……… Il rimanente e mancante è rimasto nella chiavetta USB da me donata su specifica richiesta ad una studentessa di COMUNICAZIONE presente in assemblea

AA

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