SOGNANDO (parla Aramis)

 

È proprio una straordinaria emozione vivere questo percorso che porterà alla costruzione di una nuova cultura nel gioco e nell’organizzazione del Baseball e del softball in Italia. È tempo di affermare un nuovo modo di fare, dove l’incontro, l’ascolto, il dialogo, il parlare a voce bassa, consenta a ciascuno di fare spazio nel cuore e nella mente per accogliere l’idea dell’altro.

Per questo, sogno una FIBS che esalti le differenze tra le generazioni, tra le competenze e le varie culture che la caratterizzano.

Sogno una FIBS che possa vivere la bellezza dei colori di questo meraviglioso sport e di colori ce ne sono proprio tanti! Basta soffermarsi e osservarli in silenzio e ci accorgiamo che sono davvero belli. A me hanno consentito di dipingere l’acquarello della mia vita per oltre un quarto di secolo.

Amo questo sport, lo amo da arbitro, lo amo nel sudore della maschera, nelle sue fantasie, negli incontri e negli scontri, nella sua dinamica staticità.   Lo amo per il suo ordine e la sua pulizia, per la sua regolare onestà. Lo amo perché è uno sport che vive sempre con il sorriso.

Non accetto la sfumatura di grigio-nero che lo sta caratterizzando. 

Ho voglia di ri-vederne i colori perché possano illuminare i furbetti di turno, i demagoghi, gli opportunisti, gli sfruttatori, i supponenti, i propagandisti, … in modo che possano anche loro imparare ad amare questo sport.

Sogno partite belle dove, ciascuna componente, giocatori, tecnici, arbitri, classificatori, si armonizzino nel gioco delle traiettorie, capaci di interpretarle e giudicarle con professionalità.

Questo sogno sta prendendo forma, LaCremona ha appena girato la boa della conclusione del campionato di IBL, alzando al vento la grande vela bianca di prua, dirigendosi verso l’arrivo. 

Fin qui la strategia è stata perfetta, ogni alito di vento è stato colto.

Per il prossima quadriennio 2017-2020, non basteranno più i gesti materiali di un volontariato stanco nel condurre le loro società sportive, non basterà più una divisa, un distintivo, un contastrikeper dirigere una gara, non basteranno più i megalomani proclami di dirigenti obsoleti, occorrerà essere coscienti che siamo parte di un sogno, di una comunità che ci dona amore, senza chiedereniente in cambio.

Il vento ci porterà al largo, il timoniere sa bene come governare la barca, dovrà continuare a gridare a tutta la ciurma i comandi perché la fantasia dei singoli si armonizzi con i gesti dei molti.

Roberto Marchi # 39


 

 

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