Le ali di Icaro

Pure un elettricista come me, prestato a fare altre cose dai casi della vita, si chiede, avendo sentito parlare di progetti in “Finanza, Amministrazione e Consulenza legale” se queste problematiche possano essere considerate “prioritarie” per un movimento come il Baseball e Softball che dovrebbe avere come unico ed essenziale progetto dì rinnovamento quello di “allarganento della base“.

Conosco per esperienze personali e passate, testate sulla mia pelle le tematiche collegate a progetti di StartUp, NewCo e BadCo, parole oggi considerate di moda, ma non comprensive a tutti nella loro applicazione buroctatica ed organizzativa.

A seguito, e non con parole mie, che potrebbero essere tacciate di personalista interpretazione ho cercato nel mondo di internet la semplificazione oggettiva della terminologia applicata; 

4.0 miniAlberto Antolini

Oggetto Sociale

http://sla-commerciale.blogspot.com/2010/06/che-cose-loggetto-socialeche-cose.html

L´oggetto sociale descrive le attività che possono essere esercitate dalla società. Va incluso nell´atto costitutivo (come disposto dall´art. 2463 cc sulla Costituzione della Società a Responsabilità Limitata) e dev´essere sufficientemente determinato, lecito e possibile. Ad esempio, può essere produzione e vendita di auto, vendita di alimentari, costruzioni edili, etc Se viene conseguito (in via definitiva) o sopraggiunga l´impossibilità di conseguirlo, ciò può essere causa dello scioglimento della società (art 2272 cc).

Start Up

http://www.pmi.it/tag/start-up

Per Startup nel settore economico-imprenditoriale ci si riferisce a una nuova azienda configurata su un modello temporaneo o comunque come una società di capitali alla ricerca di un business model ripetibile e scalabile. Era un termine inizialmente usato solo per le imprese nate e operanti nel settore Internet o per nelle tecnologie dell’informazione, al giorno d’oggi startup viene usato in diversi ambiti. La scalabilità è la caratteristica fondamentale per questo tipo di azienda, per start up si intende l’avvio di un’attività legata a un nuovo tipo di business, in altre parole: avviare un’attività imprenditoriale nel settore della ristorazione, per esempio, non significa creare una startup ma una società di tipo tradizionale. Su PMI.it trovi tutti i bandi e le informazioni utili per avviare la tua Startup, guide e consigli utili per dare vita al tuo sogno imprenditoriale.

NewCo

 http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/100-parole/Economia/N/Newco.shtml?uuid=b76c5a0e-580a-11dd-93cb-a54c5cfcd900&DocRulesView=Libero

Newco è un nome generico e transitorio che viene assegnato a una nuova azienda (Newco sta per New company) che sorgerà da una ristrutturazione o da un progetto di creazione di una nuova azienda (start-up). Per esempio, i progetti (alla data di metà 2008) di ristrutturazione dell’Alitalia prevedono la creazione di una Newco che racchiuderebbe la parte sana dell’azienda, mentre i rami secchi verrebbero passati a una bad company. Una volta che il progetto fosse completato, la Newco assumerebbe naturalmente il suo nome definitivo.

 Contribuente

https://it.m.wikipedia.org/wiki/Contribuente

Il contribuente è un soggetto che, ai sensi del diritto tributario statale, è tenuto al versamento di tributi, contribuendo così al finanziamento delle casse dello Stato ovvero alla copertura delle sue uscite finanziarie (spesa pubblica).

 

Societá partecipata

http://www.fondazioneifel.it/newsprimo-piano/item/3323-partecipate-dall-anas-a-coni-servizi-tagli-congelati-per-circa-40-societa-il-messaggero

Un anno di tempo. È quanto vale il salvagente che il governo ha inserito all’ultimo nel decreto sulle società partecipate, che esclude diverse aziende pubbliche dalla stretta approvata dal governo.Sono circa quaranta società che continueranno a rimanere in vita, almeno per dodici mesi, nonostante non ne abbiano i requisiti. L’ultima versione del decreto sul variegato mondo del capitalismo statale e locale, uno dei tasselli più importanti della riforma Madia della Pubblica amministrazione, contiene un elenco di società escluse dai futuri paletti. Sulla carta sono dieci: Coni Servizi, Expo, ArExpo, Invimit, l’Istituto poligrafico e Zecca dello Stato, Sogin, Gruppo Anas, Gruppo Gse, Gruppo Invitalia e Gruppo Eur. A queste vanno però aggiunte le aziende “satellite”, ovvero che fanno parte dei quattro gruppi societari inseriti nell’elenco, e il numero cresce fino ad arrivare a quota 37. Seguono altre tre società, non presenti nell’allegato, che però non verranno chiuse perché rispettano i criteri richiesti: Consip, che si occupa degli acquisti delle Pa, Consap, per i servizi assicurativi, e Sogei che svolge servizi informatici per le amministrazioni pubbliche. Circa 40 società insomma che verranno risparmiate dalla tagliola imposta dal governo. Il decreto dovrebbe ridurre da 8 mila a poco più di mille le società. In realtà, dire quante aziende pubbliche chiuderanno i battenti non è semplice. Secondo le stime che circolano tra i tecnici che hanno lavorato al testo, e tenendo conto delle diverse esclusioni, la saracinesca potrebbe calare, nel primo anno, su circa 4 mila società. GLI OBIETTIVI Secondo la versione approvata dalla Ragioneria dello Stato e dunque definitiva, le società in elenco saranno escluse solo dalla chiusura immediata. Rimangono in piedi gli altri paletti: varrà la regola generale dell’amministratore unico, che nella maggior parte dei casi sostituirà il classico Cda da tre o cinque membri. Rimarrà la limitazione della natura giuridica alle sole Spa e Srl e la vigilanza sul tetto agli stipendi dei vertici (che non potrà superare i 240 mila euro all’ anno) affidata a un organo ad hoc del Tesoro. L’articolo 4 del testo, da cui saranno escluse temporaneamente le quaranta società, definisce una serie di settori entro cui operare per poter rimanere in vita. Si tratta in tutto di sei comparti: la progettazione e la realizzazione di un’opera pubblica, la gestione di un’opera pubblica, la gestione di un’opera in partenariato con un privato, l’autoproduzione di beni o servizi strumentali, i servizi di supporto a enti senza scopo di lucro e la produzione di un servizio di interesse generale. Tutto quello che è fuori da questi settori andrà ceduto o liquidato entro dodici mesi, aprendo di fatto la gestione dei servizi alle aziende private. Ma il futuro non sarà roseo neppure per le società che non chiuderanno. Il decreto introduce multe, da 50 mila a 500 mila euro, per le Pa che una volta all’anno non presenteranno il piano di razionalizzazione e di tagli delle loro aziende inutili. Quelle invece che per tre anni conseguitivi non presenteranno il bilancio potranno essere cancellate d’ufficio dal registro delle imprese.

 

 


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