Dire – Fare – Baciare

   

  • DIRE 
     
    Il baseball è uno sport di squadra in cui due squadre composte da 9 giocatori si affrontano per nove inning (o riprese) in cui le due squadre si alternano nella fase di attacco e di difesa. Il lanciatore (della squadra in difesa) lancia la palla verso il ricevitore,situato dietro alla casa base, dove è presente anche il battitore (della squadra in attacco), che cerca di colpirla “in battuta” con la mazza di legno, in modo da avanzare in senso antiorario su una serie di quattro basi, poste agli angoli di un rombo chiamato diamante, e tornare infine al punto di partenza (casa base), dove ha diritto a segnare un punto per la propria squadra. La squadra in difesa, composta oltre che dal lanciatore da altri giocatori posti in diversi punti del campo, cercherà di fermare il battitore facendo giungere la palla ad una base prima del battitore, oppure semplicemente afferrando al volo la palla battuta.
     
    FARE

    Ormai è molto diffusa l’idea che lo sport debba essere considerato un mezzo di trasmissione di valori universali e una scuola di vita che insegna a lottare per ottenere una giusta ricompensa e che aiuta alla socializzazione ed al rispetto tra compagni ed avversari. Per questo motivo l’educazione fisica ha una parte fondamentale nell’educazione dei ragazzi già all’interno della scuola. 
    Purtroppo l’agonismo esasperato da fattori economici, come si verifica in certi sport professionistici, fornisce ai ragazzi dei modelli sbagliati. L’antagonismo esasperato e la ricerca del successo con qualunque mezzo sono una vera e propria alterazione dei valori dello sport
     
    * aiutare ad avere coraggio
    * aiutare a non arrendersi di fronte le difficoltà
    * aiutare a superare la paura del divenire
    * aiutare a tollerare le frustrazioni
    * aiutare ad apprezzare le diversità
    * aiutare a concepire il gioco come benessere interiore oltrechè fisico
    * aiutare a stare bene in gruppo, apprezzando l’apporto di tutti, nessuno escluso
     
    Il Barone P. De Coubertin, padre delle Olimpiadi moderne, in un suo discorso dichiarò: «La tregua olimpica, che proteggeva gli antichi giochi, era rispettata e imposta in tutto il mondo ellenico. Noi abbiamo esteso i giochi al mondo intero. Forse possiamo estendere anche la tregua. Forse lo sport, col suo messaggio di lealtà e di cavalleria, avrà successo dove altre istituzioni hanno fallito». Pur nell’esaltazione romantica che lo caratterizzava, l’idea di De Coubertin di dar vita ad una competizione pacifica, del rispetto delle regole e della considerazione per l’avversario, è stata spesso presentata come un ideale valido non solo per lo sport, ma per l’insieme delle relazioni fra paesi. 
     
    Baciare
     
     
    E DOPO 720 giorni NON HO MAI ASSOLUTAMENTE CAMBIATO IL PENSIERO

    Alberto Antolini scrive:
    6 giugno 2014 alle 2:06 PM

    Non è mio solito intervenire, ma essendo richiesto il mio intervento eccomi.

    Non voglio entrare nello specifico caso D’Amico, una storia senza fine.

    Una riflessione ed il mio personale pensiero sullo stato dell’arte della gestione del baseball Italiano visto che richiesta invece e giustissimo esprimerla.

    Tutto parte dal famoso bus di DellaNoce del ’99 io ero sopra a quello, non chiedevo nulla e nulla pretendevo, il baseball anche allora come oggi aveva una serie di problemi, ho incontrato e conosciuto durante quel periodo ‘tante’ persone, tutte desideravano quello che desideravo io, più trasparenza, più contatto umano, più certezze, una serie programmazioni per il futuro. Nonostante la svolta 1 e 2, così non è stato, i fatti e gli episodi sono noti a tutti, come le personali riflessioni e giudizi sui singoli siano molto probabilmente identici per tutti.
    Il nostro movimento non si e purtroppo riallineato, il mondo dal 2007 ad oggi e cambiato, la mia generazione ha perso, e riuscita a lasciare alle nuove e giovani generazioni in arrivo una realtà peggiore di quella che aveva trovato. Così è stato nella storia del nostro paese (io sono Italiano) e così e stato anche nel baseball, sempre gli stessi personaggi sempre le solite idee, idee colorate e presentate in maniera diversa, ma sempre la stessa minestra riscaldata.
    Il movimento ha bisogno di gente nuova, giovane, aperta, chi oggi siede nella stanza dei bottoni dovrebbe avere la sensibilità etico morale di alzarsi e lasciare il passo a coloro che portino una visione diversa con una velocità diversa.
    Io non sono l’uomo del futuro io sono l’uomo del passato, nulla per me desideravo nel passato ed ancora meno desidero oggi. Voi giovani invece abbiate il coraggio di portare avanti quello che pensate sia giusto, il baseball e ‘morto’ già da un pezzo. I problemi del paese ‘Italia’ sono gli stessi del baseball Italiano bisogna avere il coraggio di dire ‘basta’ ed allora chi appartiene al passato se vuole bene ancora a questo sport dovrebbe avere la sensibilità di dire avanti un altro.
    La Federazione in questo specifico e terribile momento dovrebbe abbandonare visioni globali, il problema del baseball italiano non sono le bandiere fantasma di Hamamet, il baseball Italiano boccheggia tutto a partire dalla IBL (la cosa che meglio conosco). Non esistono più certezze, non abbiamo programmi a breve medio o a lungo termine, non abbiamo neppure una visione di quali siano i diversi problemi nei diversi territori. Il baseball Italiano deve essere prioritario rispetto al resto del mondo.
    La mia professione nella vita mi porta quotidianamente a lavorare su programmi e sviluppi futuri, i miei successi sono successi della mia gente, le sconfitte sono argomento di discussione ed analizzate per ‘correre ai ripari’ con autocritica costruttiva e non con scusanti populiste od ancor peggio alla ricerca di un colpevole, e questo il motivo del successo.
    Vivo continuamente le gioie ed i dolori delle tante famiglie che lavorano con me, siamo una cosa unica, siamo insieme su una barca e remiamo tutti nella stessa direzione e nessuno abbassa i remi in acqua. Cosi deve essere un Paese che funziona, così deve essere una organizzazione che funziona, così dovrebbe essere una federazione sportiva che funziona. 

    Il baseball Italiano non può permettersi di attendere ancora 2,5 anni, il baseball Italiano deve provare a cambiare direzione DOMANI, il baseball Italiano tutto questo non lo merita, ho conosciuto troppa gente che per amore di questo sport si è annientata (od è stata aiutata ad annientarsi)

    il mio appello è rivolto a chi ha cercato inutilmente di risollevare questo sport dal 2000 ad oggi, purtroppo avete perso, io non voglio assolutamente giudicare l’operato le condizioni o le eventuali forzature, ma egregio Consiglio Federale tutto, AVETE PERSO, e se ancora volete il bene di questo Sport è giusto che lasciate al piu presto il passo, DOMANI perché avanti di questo passo dopodomani non ci sarà più.

    Angelo ci conosciamo dal 1999 ti ho sempre considerato onesto e sincero e moralmente corretto, non usare il tuo spazio in una guerra tra poveri, usa il tuo spazio per dare voce a tutti i giovani e le nuove generazioni che hanno coraggio e voglia di accollarsi un pesante fardello e risollevare un movimento che sta piano piano autosuicidandosi, e se cosi non sara purtroppo anche io e te avremo perso. 

    Un abbraccio a tutti 

    Alberto Antolini

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