Avagnina 2?

La FederAtletica FIDAL interrviene, la FIBS ha tacciuto, risultato: Lorenzo Avagnina dopo essersi gia allenato dal 2015 anche nel 2016 continuerá ad allenarsi alla play station.

Non si può ancora giudicare se il caso sia identico, ma dall’argomento SEMBRA SI

zorro

http://www.adnkronos.com/sport/2015/12/03/giomi-nessun-azzurro-positivo-inaccettabile-parlare-doping_hksRvpVukJNY47z56RsT4L.html?refresh_ce

Giomi: “Nessun azzurro positivo, inaccettabile parlare di doping”

Pubblicato il: 03/12/2015 13:41
“Nessun atleta italiano è stato trovato positivo, di cosa parliamo? Tutto quello che si è scatenato sul nostro mondo è assolutamente fuori luogo. Parlare di atletica italiana travolta dal doping è assolutamente inaccettabile”. E’ lo sfogo del presidente della Fidal, Alfio Giomi, all’indomani della notizia del deferimento di 26 atleti azzurri da parte della procura antidoping Nado Italia, che ha chiesto nei loro confronti due anni di squalifica per eluso controllo.

“Ho fiducia che la giustizia sportiva faccia il suo corso, ma comunque difenderemo gli atleti coinvolti, perché sono loro le vittime di tutto questo”, aggiunge Giomi in una conferenza stampa nella sede della Federatletica. “L’atletica italiana -sottolinea- è viva più che mai ed è onesta e sana, così vogliamo mantenerla”.

“Oggi mio porto dietro il dramma e la rabbia di molti atleti che mi hanno detto: noi smettiamo, chiudiamo qui. Ma noi della Fidal siamo sereni, su questi atleti ci metto la faccia”, prosegue Giomi. “Mi sento offeso per Fabrizio Donato”, ha aggiunto riferendosi al triplista azzurro, fra gli atleti deferiti, che oggi era al suo fianco in conferenza stampa.

“Dicono che abbia eluso i controlli, ma in 15 anni di carriera quando mai? Probabilmente a gennaio ci sarà il processo, noi continuiamo a programmare il nostro lavoro per le Olimpiadi di Rio con tutti questi atleti dentro, perché non ci sfiora nemmeno l’idea che possano essere condannati -ha evidenziato il numero uno della Fidal-. Noi siamo in prima linea con la lotta al doping e lo siamo con i fatti. Abbiamo assoluta fiducia nel sistema ma in questo caso non siamo d’accordo. C’è stata negligenza e superficialità da parte di molti atleti, ma il doping è ben altra cosa. A 9 mesi dalle Olimpiadi siamo finiti sul banco degli imputati e abbiamo il dovere di rispondere. Siamo convinti che ci sia stato un errore, vogliamo aiutare a fare chiarezza ma restando dentro al sistema. Gli atleti ci chiedono di non lasciarli soli”.

 

 

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